Non solo Champagne: l’eccellenza del Metodo Classico in Borgogna, i Crémant di Louis Bouillot
Quando si pensa alle grandi bollicine francesi, la mente viaggia quasi in automatico verso le colline della Champagne. Eppure se ci spostiamo poco più a sud, nel cuore pulsante dei terroir più prestigiosi del mondo, scopriamo che la Borgogna non è solo la terra dei grandi vini fermi, ma anche la culla di un Metodo Classico eccezionale, il Crémant de Bourgogne. E quando parliamo di Crémant di Borgogna, c’è un nome che firma l’eccellenza di queste bollicine fin dal 1877: Louis Bouillot.

Facciamo un po’ di chiarezza per chi muove i primi passi in questo mondo: Champagne e Crémant sono molto più vicini di quanto si possa pensare.
Il processo produttivo infatti è esattamente lo stesso: la rifermentazione in bottiglia secondo il rigido disciplinare del Metodo Classico (o Méthode Traditionnelle). La vera differenza è una questione di pura geografia e tutela: lo Champagne può essere prodotto esclusivamente nella regione della Champagne. Nelle altre zone vinicole francesi idonee questo stesso nobile metodo dà vita al Crémant.
L’affinamento sui lieviti del Crémant è leggermente più breve (almeno 9 mesi minimi da disciplinare contro i 15 dello Champagne), ma la vera magia risiede nella libertà della scelta vitigni. Sebbene lo Chardonnay e il Pinot Nero rimangano spesso i protagonisti, il disciplinare accoglie ed esalta le uve autoctone di ciascuna regione. Questo fa sì che il Crémant non sia una replica, ma si faccia autentica espressione del territorio, portando nel calice le sfumature più pure e caratteristiche del proprio terroir d’origine.
Il risultato di questa filosofia si traduce in bollicine che si distinguono per una spuma incredibilmente cremosa, delicata e avvolgente (caratteristica da cui deriva storicamente il nome stesso Crémant) unite a una freschezza vibrante.
Le due cuvée simbolo di Louis Bouillot sono un ottimo punto di partenza per iniziare a esplorare il mondo dei Crémant.

Louis Bouillot Crémant de Bourgogne A.O.C. Perle Rare
Il Perle Rare è un Brut incentrato sulla complessità e sulla struttura. Prodotto solo con i migliori vini della vendemmia, affina sui lieviti per ben due anni e unisce i quattro vitigni regionali: Chardonnay (eleganza), Pinot Nero (struttura), Aligoté (vivacità) e Gamay (frutto).
Nell’annata 2022, caratterizzata da un clima caldo e molto soleggiato, la maison è riuscita a preservare una freschezza tagliente grazie all’apporto dell’Aligoté. Al naso offre note nitide di frutti bianchi e pesca, che evolvono verso sentori di brioche e pane tostato. Al palato è teso e minerale. A tavola si rivela un fuoriclasse gastronomico: perfetto dall’aperitivo fino a piatti complessi come ostriche, tonno scottato, branzino alla griglia, carni bianche e formaggi cremosi.

Louis Bouillot Crémant de Bourgogne A.O.C. Perle d’Aurore Rosé
Se il Perle Rare punta sull’evoluzione, il Perle d’Aurore cerca l’immediatezza e la fragranza del frutto. Come spiega l’enologo Frédéric Brand, l’obiettivo è imbottigliare la freschezza originaria; per questo il vino affina sui lieviti per soli tre mesi dopo la vendemmia.
Questo Rosé nasce dall’unione di Pinot Nero e Chardonnay, completata da un tocco di Gamay proveniente dai suoli calcarei del Beaujolais. Il Gamay interviene per arrotondare il carattere più austero del Pinot Nero, regalando un colore brillante e aromi di piccoli frutti rossi freschi, come ribes e fragolina di bosco. È un vino conviviale, fresco, perfetto per l’aperitivo, ma sorprendente anche a fine pasto, se abbinato a frutta fresca come fragole, lamponi e litchi.
In conclusione, limitare lo sguardo alla sola Champagne significa perdersi una delle declinazioni più affascinanti del Metodo Classico francese. Con la sua storia e la sua inconfondibile firma, Louis Bouillot, ci offre la chiave d’accesso perfetta per questo mondo di freschezza, cremosità e vitigni autoctoni. Non resta che stappare e lasciarsi sorprendere.

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