Sfumature di rosa: l’arte del rosé, oltre il mito del “bianco con il rosso”
La categoria dei vini rosati è stata a lungo tra le più sottovalutate sia dagli esperti che dagli appassionati. Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di sentir dire che il rosé nasce semplicemente “mescolando vino bianco e vino rosso”.
Questa diceria ha contribuito a diffondere un’immagine distorta del rosato, relegandolo a vino di serie B: un’alternativa ibrida, “né carne né pesce”, una via di mezzo “né rosso né bianco” per l’appunto.
Sfatiamo subito questo falso mito: nel 2009 la Commissione Europea ha proibito per legge la produzione di vini rosati da miscelazione, fatta eccezione per un’unica, prestigiosa regione: la Champagne.
Come sono prodotti quindi i vini rosati?

Villa Moncigale – Cicada La Légende Coteaux d’Aix en Provence
LA PRESSATURA DIRETTA
Questo metodo è molto vicino alla vinificazione in bianco: subito dopo la raccolta, l’uva a bacca rossa viene immediatamente pressata. Ciò limita al minimo il contatto tra i pigmenti della buccia e il mosto, dando vita a vini dalle tonalità rosa pallido, quasi trasparenti, e dai riflessi eleganti e luminosi.
Rosati dal colore molto tenue, freschi e profumati, sono tipici della zona di produzione della Provenza, nel sud della Francia. Nel caso di Cicada la Légende di Villa Moncigale, le uve rosse (Grenache, Syrah, Cinsault, Cabernet) vengono diraspate e inviate subito alla pressatura. Alla pressatura diretta si combina in questo caso un ulteriore passaggio, quello della macerazione a freddo: poiché il contatto tra la buccia e il mosto durante la pressatura è troppo veloce per estrarre abbastanza aromi, si decide di mantenere la temperatura del mosto a 0°C per circa sette giorni. In questo modo le parti solide del mosto, come i frammenti di buccia o le micro-particelle di polpa, rilasciano al massimo i profumi e il volume al palato, senza estrarre il colore rosso e i tannini. I rosé provenzali risultano così leggeri e floreali, preservando la massima freschezza, una spiccata acidità e fragranti note di frutta fresca.

Castelveder – Franciacorta Brut Rosé
LA MACERAZIONE
Un secondo metodo, il più utilizzato, è molto simile alla vinificazione in rosso: le uve vengono raccolte e lasciate macerare insieme alle proprie bucce. Nel caso della produzione del rosato, questo contatto viene interrotto dopo poche ore, per poi proseguire con la fermentazione alcolica. Il colore del rosé dipende dunque dai pigmenti contenuti nella buccia e dal tempo di contatto con le bucce stesse, che può durare da poche ore a un giorno intero. Possiamo così ottenere una moltitudine di sfumature di rosa, che vanno dal salmone al lampone, dal cipria alla buccia di cipolla.
Un vino spumante rosé nato dal contatto con le bucce è il Castelveder Franciacorta Brut Rosé. Nato da una selezione di uve 100% Pinot Nero lasciate macerare insieme alle bucce per 5 ore, si presenta con uno splendido colore rosa ramato dai tenui riflessi salmone. Al naso è intenso e fresco di fiori (rosa, glicine), con sentori di mela e note di piccoli frutti rossi.

L’ASSEMBLAGGIO
L’assemblaggio, proprio come accennato inizialmente, consiste nella miscelazione di vini finiti. Al di fuori dell’Europa, in Paesi come Stati Uniti, Australia, Cile o Sud Africa, le leggi vinicole sono meno restrittive e consentono di produrre rosati miscelando vino bianco con vino rosso. All’interno dell’Unione Europea, invece, la denominazione Champagne AOC rappresenta la celebre eccezione alla regola. Questa tecnica offre un controllo eccellente sul colore e sulla costanza del gusto nel tempo.
Prendiamo ad esempio lo Champagne Pannier Brut Rosé: qui l’assemblaggio unisce il 30% di Chardonnay, il 50% di Pinot Noir e il 20% di Meunier prima della presa di spuma in bottiglia. Un processo che ne garantisce una straordinaria costanza nel colore, un rosa salmone intenso, brillante e vivace. Al naso regala sentori di frutti rossi maturi, tra cui spiccano ciliegie e lamponi, mentre al palato l’attacco è fresco e avvolgente, per poi allungarsi in un finale equilibrato.
Qualunque sia il metodo di produzione, il mondo dei rosati offre sfumature tecniche e sensoriali uniche. Superati i vecchi pregiudizi sul “taglio” tra bianco e rosso, il rosé si conferma una scelta di grande versatilità, capace di accompagnare con eleganza e freschezza l’aperitivo, così come tutta la cena o il momento del dessert.
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